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CARNI ROSSE: stare nei limiti, senza demonizzare

La ricerca Oms sulle carni rosse ha avuto un’eco sorprendente. Tanto forte da spaventare e non essere presa più sul serio dal consumatore “medio”, quello che le mette in tavola 4 volte a settimana, o in quasi tutti i break dall’ufficio. Chi considera il diventare vegetariani come una vessazione, qualcosa contro-natura, bisteccacerca infatti ogni scusa per non cambiare, compresa una presunta malafede dei ricercatori.

In realtà nulla di nuovo contiene lo studio: l’uso (anche se ormai antiquato) di nitrati e conservanti, e sopratutto la combustione ad alte temperature erano stati stigmatizzati da tempo. Meglio le carni bianche, viene detto da ogni dietologo. Eppure  basta leggere davvero le pagine Oms per trovare utili indicazioni, senza demonizzazioni.

Sotto accusa è chiaramente l’abuso: il consumo pari a 50 grammi al giorno di carne rossa aumenta il rischio di cancro colonrettale fino al 18% . Ferro, zinco e vitamina B possono essere assunte anche da carni rosse lavorate, ma come eccezione e non più come regola: proprio come accadeva la domenica nelle case dei nonni…

Invertire la tendenza: questo è il primo passo. Meno carne e sviluppo di alternative creative. Cominciamo dalle nostre cene sociali e dalle mense!!!

E’ anche uno stimolo agli artigiani della carne per migliorare la qualità del prodotto e delle condizioni degli allevamenti.